Errori nel curriculum vitae: come non farsi scartare

Lo screening dei CV è il primo passo per una prima selezione dei candidati ad una offerta di lavoro. Sarà capitato a tutti di inviare il proprio CV ad una azienda per un ruolo per il quale si ritiene di avere tutte le caratteristiche necessarie ma senza ottenere alcun cenno di riscontro. Magari la posizione è già stata coperta … e se invece ci fosse qualcosa che non va nel curriculum? Molto spesso capita di commettere errori che rendono il nostro CV poco efficace, non curato, confusionario o addirittura incomprensibile comportandone l’eliminazione da parte di chi si occupa delle selezioni del personale.

errore cvQUALI SONO GLI ERRORI PIU’ FREQUENTI DA EVITARE?

1. Confusione. Un buon cv ha una veste grafica chiara e una struttura coerente. Il consiglio è di dividere le informazioni in sezioni: dati personali, esperienze professionali, istruzione e formazione, conoscenze linguistiche e informatiche. L’ideale sarebbe, inoltre, mantenere le esperienze professionali e quelle formative in due sezioni distinte. Non è necessario utilizzare il formato europeo se non esplicitamente richiesto.

2. Redazione poco accurata. La completezza delle informazioni e l’attenzione per i dettagli contribuiscono a rendere il cv più chiaro ed efficace. Ad esempio nella sezione riservata ai dati personali è bene inserire tutte le notizie utili, in particolare i recapiti per il contatto quali eventuale domicilio, telefono fisso e cellulare, ed indirizzo e-mail, mentre in generale è importante fornire in maniera chiara indicazioni riguardanti il possesso di patente e auto propria, o della partita iva, il tipo di inquadramento contrattuale e le mansioni in riferimento alle esperienze professionali, o la denominazione precisa di attestati, qualifiche e titoli di studio conseguiti. Tutto ciò aiuterà il recruiter a farsi una prima idea di chi ha di fronte.

3. Errori di grammatica, ortografia o battitura. Il curriculum vitae è un documento a tutti gli effetti, pertanto richiede un linguaggio formale ed accurato, privo di inesattezze grammaticali o di battitura, che possano lasciare intendere una certa noncuranza da parte del candidato, superficialità nella preparazione di quello che dovrebbe essere il biglietto da visita presentato all’eventuale datore di lavoro, se non addirittura scarsa padronanza della lingua italiana. Il consiglio è di rileggerlo più volte e di farlo leggere anche ad altre persone che potrebbero notare errori a noi sfuggiti.

4. Competenze false o gonfiate. Non attribuitevi competenze che non avete! La verità emergerà sicuramente in fase di colloquio o durante i primi giorni di lavoro, ed in quel caso sarà ben difficile poter porre rimedio.

5. Avere un solo cv per qualsiasi offerta di lavoro. Questo è probabilmente l’errore più sottovalutato! Il cv va sempre adattato all’annuncio e all’azienda a cui si intende inviarlo, nonché alla posizione e al ruolo per i quali si desidera proporre la candidatura. È buona regola mettere in evidenza le esperienza lavorative e formative più significative ai fini della selezione, magari eliminando o sintetizzando al massimo tutto ciò che non è rilevante per il profilo ricercato. Scrivere una lettera di accompagnamento offre la possibilità di rendere evidenti fatti salienti nella propria esperienza formativa e professionale e, magari, di spiegare eventuali “buchi” lavorativi.

6. Essere generici. Sempre più spesso gli specialisti di selezione effettuano la ricerca nel CV online utilizzando parole chiave. Se pubblicate il CV online, assicuratevi che i selezionatori possano trovarlo in modo semplice e veloce utilizzando frasi chiave simili a quelle inserite nelle inserzioni delle posizioni di lavoro che desiderate.

7. Cv troppo lungo. Sebbene non vi sia una misura obbligatoria, la lunghezza ideale di un curriculum vitae, secondo molti selezionatori ed esperti di risorse umane, è due o tre pagine. Ciò accade perché chi effettua il primo screening dei cv in media dedica circa 30 secondi a curriculum, pertanto è necessario che le informazioni siano contenute in un testo breve ed evidenziate a dovere per essere visualizzate in quel breve lasso di tempo.

8. Elementi superflui. Occorre evitare di inserire nel testo informazioni che non siano utili ai fini della posizione lavorativa per la quale ci si sta candidando, possono risultare fuorvianti e/o fuori luogo, o dare l’idea che il candidato non abbia ben compreso la natura della mansione per la quale si propone. E’ bene, invece, inserire piccole note che possano magari dare un’idea del carattere e della personalità del candidato, coerentemente con la natura della funzione a cui si aspira, ad esempio indicando hobby che denotino attitudini in linea con il profilo professionale di interesse.

9. Dimenticanze. Particolare attenzione, durante la redazione del cv, va dedicata a non tralasciare dettagli dai quali potrebbe dipendere l’utilità dello stesso. Esistono errori molto comuni, quali dimenticare di aggiornare un numero di telefono o un indirizzo di posta elettronica variati, o non inserire l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, che rendono il curriculum praticamente inutilizzabile in quanto nessuno potrà contattare il candidato né inserirlo in un database aziendale.

10. Mettere nel curriculum un indirizzo mail poco professionale. Il nome utente scelto da adolescente potrebbe non essere adeguato per proporsi sul mercato del lavoro. La mail deve portare possibilmente il tuo nome e cognome, per essere facilmente associata a te.

11. Formati “strani” o foto poco adatte. Anche la veste grafica del curriculum vitae, nella maggior parte dei casi, deve essere formale, adatta ad un contesto professional, chiara e di facile consultazione, pertanto è meglio utilizzare formati che tendono a schematizzare le informazioni piuttosto che testi liberi (del resto non si tratta di un’autobiografia!), evitare l’eccesso di accorgimenti grafici quali corsivi e grassetti, e l’utilizzo di colori sgargianti. Assolutamente da evitare, poi, l’utilizzo di foto sconvenienti, a figura intera (se non espressamente richiesto), in compagnia e/o in situazioni di svago e/o vacanza. La foto, se inserita, è un ulteriore elemento di presentazione, che deve restituire un’immagine affidabile e professionale del candidato, pertanto meglio optare per foto in formato tessera, simili a quelle utilizzate per altri documenti ufficiali quali carte d’identità, patenti di guida, passaporti, ecc.

12. Social network personali e professionali. Inserire i propri contatti Facebook, Linkedin, Twitter, ecc, può essere sicuramente utile dato che molte aziende effettuano il recruiting del personale anche attraverso i social network e sono sempre più le imprese che hanno profili social aziendali, ma dato il contesto occorre fare molta attenzione indicando profili sempre monitorati su cui non siano postati contenuti o foto che possano screditare il candidato o porsi in contrasto con regolamenti, mission o valori del datore di lavoro.

13.  Dire a tutti perché avete lasciato un lavoro. L’onestà, la coerenza e trasparenza sono sempre le scelte migliori. Tuttavia è del tutto accettabile non dire nulla fino a quando non vi pongono una domanda esplicita. Non inserite elementi negativi nel CV; se, ad esempio, avete lasciato un lavoro perché non vi è stato rinnovato il contratto o siete stati licenziati, parlatene solo se vi viene posta una domanda.

Sicuramente saranno in molti a riconoscersi in almeno un paio delle note indicate, del resto sono piccoli “passi falsi” che solo l’esperienza può aiutare a correggere nella lunga strada per la ricerca di lavoro.

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