I pro e i contro del colloquio via Skype

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Quando ho iniziato a fare il lavoro di HR (eppure non sono passati cento anni!) l’unica e normale modalità di effettuare un colloquio di selezione era prendere appuntamento in ufficio col candidato. Più recentemente è esplosa la moda dei colloqui tramite Skype. Skype è un software che permette di parlare con tutto il mondo; milioni di persone e aziende oggi lo usano per chiamare, videochiamare, inviare messaggi istantanei e condividere file con altri utenti ed il tutto è gratis.

Ma quali sono i pro e i contro dell’utilizzo di questa tecnologia nei colloqui di selezione?

L’aspetto evidentemente più appetibile è la possibilità di organizzare un primo colloquio conoscitivo con persone fisicamente molto distanti dalla sede del colloquio. Mi capita, ad esempio, di voler intervistare persone residenti nel sud dell’Italia o all’estero che diversamente dovrebbero organizzarsi per tempo prenotando aereo e magari hotel, con un costo quindi in termini di denaro e tempo di non poco conto.

Indipendentemente da reali motivazioni logistiche mi viene sempre più spesso richiesta la modalità Skype anche tra persone residenti in zona. Perché?

Probabilmente perché è comodo, comodo per il candidato e per certi versi anche per il selezionatore. Io personalmente conosco ormai bene il mercato informatico e la mentalità milanese e la parola “ottimizzare” è un must. Col colloquio Skype il candidato sente di ottimizzare la sua giornata, se lavora chiede il colloquio Skype la mattina all’alba, in pausa pranzo o la sera verso le 19.00 così non ha investito ore di permesso per sostenere un colloquio dall’esito incerto. Vero è che gli impegni sono sempre molti un po’ per tutti ma l’aspetto motivazionale credo abbia un ruolo rilevante. Ci sono candidati che affrontano anche un viaggio di una intera giornata per un’ora scarsa di colloquio, altri che pur senza una attività lavorativa in corso preferiscono rimanere dietro lo schermo del loro PC pur potendo invece raggiungere la sede in poco tempo.

Dall’esperienza di molte centinaia di colloqui condotti sia dal vivo che via Skype posso affermare che, come è ovvio che sia, “vince” il colloquio dal vivo sia per i messaggi paraverbali che si riescono a cogliere sia per la maggiore apertura che il candidato sente gli sia consentita grazie al contesto di maggiore attenzione interpersonale.

Non sono però da sottovalutare anche gli innumerevoli messaggi volontari e non dei colloqui Skype. In primo luogo la scelta del luogo che diventa parte importante del setting…e qui mi viene da sorridere ripensando a situazioni “stonate” di candidati mezzi sdraiati sul divano, in auto con sottofondo di musica, al bagno oppure a casa con all’orizzonte la moglie in bigodini e ciabatte.

Quindi se da un lato è vero che si perdono molte informazioni dall’altro Skype permette di acquisirne altre.

Alla domanda “Ma tu usi Skype?” la mia risposta è “Certo che si, ma come in ogni cosa è sempre una questione di misura e buon senso”. Voi che ne pensate?

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3 pensieri su “I pro e i contro del colloquio via Skype

  1. lucia massoli ha detto:

    Buonasera, ho letto con interesse questo articolo. 2 anni fa sono stata selezionata tra tanti curricula : la titolare mi chiama e mi dice di anticipare il colloquio e di farlo via Skype e cosa peggiore entro 3 ore. Io all’epoca non avevo mai usato skype…Non ti dico che agitazione ! Ebbene alla fine sono stata assunta . E pensare che ho avuto piu’ timore di utilizzare Skype che dal colloquio di per sé. Concluso dicendo che io sono una persona che non ama la tecnologia,ma, se questa serve per semplificare la vita allora…ben venga Skype e tutti i tipi di tecnologia.

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  2. Andrea ha detto:

    Utile soprattutto per interviste a candidati distanti, soprattutto in Italia dove non c’è l’abitudine, in moltissimi casi, di rimborsare la trasferta al candidato.

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  3. Andrea ha detto:

    Concordo con le considerazioni fatte: strumento utilissimo, purché non se ne abusi.

    Lo trovo particolarmente utile in Italia, dove la maggior parte delle aziende non ha l’abitudine di rimborsare eventuali trasferte ai candidati.

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