Quale futuro per le candidature? L’opinione dei recruiter

imagesQualche settimana fa sono stata piacevolmente coinvolta in una intervista da parte di Altamira, un’azienda produttrice di software per le Risorse Umane.

Tutto nasce da un articolo del Recruiting Times

Ci si domandava se in anni come questi, dove il mercato del recruiting è in grande fermento, il CV tradizionale come tutti lo conosciamo fosse ancora lo strumento elettivo e quale potrebbe essere il suo futuro a medio e lungo termine.

Nell’articolo di Altamira sono stati messi a confronto i pareri di diversi recruiter italiani, tra cui io, provenienti da settori professionali differenti e con background differenti. Vi invito a leggerlo naturalmente.

Emerge, in sintesi, che nel mercato italiano, tutto sommato ancora tradizionale, il CV è il principale biglietto da visita seppur anticipato/completato dalla presenza del proprio profilo sui social.

E il futuro? Il futuro sarà sempre più interattivo, dinamico, immediato. Domanda e offerta hanno il bisogno reciproco di trovarsi e riconoscersi facilmente e velocemente. Esistono già aziende che hanno sviluppato applicazioni con la geolocalizzazione dell’azienda e del candidato. Crei il tuo profilo dallo smartphone, dici dove sei e in quale raggio chilometrico valuti opportunità. L’azienda, che a sua volta ha pubblicato la sua opportunità nella lunghezza di un tweet, in 24h è tenuta ad accettare o meno la tua proposta di contatto e può iniziare a chattare con te. Wow.

Penso onestamente che alcuni processi di selezione sono e debbano essere più fini, complessi, attenti e nei panni di HR non sono certa di poter decidere se incontrarti in 24 ore. L’immediatezza non è sempre sinonimo di obiettivo raggiunto. Mette anche un po’ ansia a dire la verità. Allo stesso modo sono certa che molti professionisti, soprattutto se saliamo di livello, preferiscano utilizzare altri canali e non decidano di spendere la propria candidatura con quel poco che possono capire con un tweet. Ma ripeto è una questione di contesto. In molti contesti può funzionare. Forse poco nel mio. Ma è solo una opinione, la mia.

L’interattività e dinamicità che intendo io fa riferimento, come riporta anche una collega nell’articolo, a quei canali social come LinkedIn che permettono ad un candidato più che di scrivere di competenze, di parlare di idee e progetti. L’azienda ne potrà avere una visione di insieme.

L’argomento è davvero ricco di spunti di riflessione. Forse l’unica verità è che chi si ferma è perduto nel senso che chi resta ancorato alle vecchie abitudini del “perchè ho sempre fatto così” non avrà vita facile.

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